Salute mentale

Lavoriamo partendo e con la consapevolezza della nostra storia ma con lo sguardo rivolto sempre ad una prospettiva futura e di cambiamento. Un lavoro dove la forza del gruppo, la sua unione, tracciano una prospettiva di rinnovamento coraggiosa

Il servizio prende vita nel 1980 come “Gruppo Famiglia” fondato dalla Cooperativa “Il Borgo”, nata un anno prima con funzioni di animazione aggregativa e sociale nel borgo Perugino di Porta S.Angelo. L’ispirazione originaria trae spunto dall’esperienza delle Comunità di Capodarco, centrate sull’accoglienza e la promozione di persone in situazioni di disagio fisico e psicosociale nella condivisione della vita quotidiana. Nel tempo si è precisato l’ambito d’intervento e attualmente si configura come Comunità

Terapeutica Riabilitativa di tipo 2 afferente alla rete delle strutture intermedie del Dipartimento di Salute Mentale della USL Umbria 1 ed è gestita in appalto dal Consorzio Auriga (soggetto consortile che raggruppa storiche cooperative Umbre attive nella progettazione e gestione di servizi sociali, socio-sanitari, educativi ed assistenziali) attraverso la cooperativa “Borgorete”. Le attività riabilitative sono a cura della struttura che si coordina con i CSM di riferimento che si occupano della parte terapeutica.

Destinatari

La CTR2 accoglie fino a 8 pazienti del DSM di giovane età di ambo i sessi, con disturbi di natura psichica, all’esordio o in situazioni di gravità clinica, con necessità di trattamenti intensivi e articolati a diversi gradi di assistenza tutelare.

Sono previsti ulteriori 2 posti in semi-autonomia per dimissioni graduali.

Il modello operativo e metodologia

Il modello operativo di orientamento psicodinamico è centrato sulla relazione terapeutica pensata all’interno del gruppo e orientata all’acquisizione da parte degli utenti di maggiore apertura e contatto con la propria e l’altrui esperienza emotiva e la ricerca di maggiore flessibilità nell’affrontare problemi e difficoltà della vita concreta in vista del recupero di funzionali livelli di autonomia e abilità sociali. Nell’ambiente comunitario, inteso come ambiente sia fisico che relazionale è soprattutto la quotidianità a svolgere la funzione terapeutica, di cura.

L’ obiettivo fondamentale dell’ambiente terapeutico globale è quello di proporre una quotidianità capace di leggere e dare risposte adeguate a bisogni educativi, sociali e psicologici fondamentali quali accoglienza, protezione, ascolto, contenimento, organizzazione delle emozioni, autonomia; garantendo alle persone la possibilità di vivere relazioni significative multiple. Sono proprio queste relazioni significative con le figure di riferimento il cuore dell’intervento terapeutico-riabilitativo in Comunità. Queste, grazie alla loro azione strutturante e di supporto, contribuiscono alla creazione di uno spazio fisico ed emotivo in cui le persone riescono a sperimentarsi svolgendo compiti specifici, superando difficoltà, acquisendo competenze che non sarebbero in grado o avrebbero difficoltà a sviluppare da soli. Tutto nell’ottica di facilitare un percorso riabilitativo e di rein serimento sociale che sia più umanizzato possibile e lontano da un approccio istituzionalizzato. Il modello operativo su cui si basa la CTR2 nasce dallo spirito di accoglienza, aggregazione, inclusione sociale e centralità della persona che sono i medesimi valori fondanti la cooperativa “Borgorete”. La metodologia adottata è improntata alla condivisione democratica del potere decisionale sui progetti specifici, le attività quotidiane svolte dalla comunità e sul trattamento terapeutico-riabilitativo nel suo complesso, definito congiuntamente con il servizio inviante attraverso la stesura del PTRP (Piano Terapeutico Riabilitativo Personalizzato).

Funzioni prevalenti

I programmi terapeutici-riabilitativi sono articolati su diverse aree d’intervento: area clinico-psichiatrica: monitoraggio della condizione psicopatologica al fine di raggiungere la stabilizzazione con frequenti contatti con il CSM di riferimento e attività correlate alla praticabilità degli interventi clinici di sostegno o di psicoterapia;

  • area riabilitativa: offerta intensiva e diversificata di programmi strutturati di riabilitazione psicosociale con il coinvolgimento attivo del paziente nelle mansioni di cura quotidiana della struttura;
  • area di risocializzazione: offerta di differenti interventi di risocializzazione con attività espressive, ludico motorie, in sede e fuori sede, con il coinvolgimento della rete sociale;
  • area di coordinamento: frequenti incontri con i Servizi, strutturati e non strutturati per il monitoraggio dei programmi individuali e di gruppo.

Organizzazione del servizio

Inserimento

I pazienti sono inviati dai Csm del territorio, che fanno richiesta d’ingresso al responsabile della struttura e forniscono all’equipe il PTI (Piano Terapeutico Individualizzato) contenente l’anamnesi clinica e la storia personale del paziente, i motivi dell’inserimento e gli obiettivi attesi.

La gestione del progetto terapeutico è condivisa ed in carico a tutta l’equipe di lavoro. Per ogni paziente vengono poi individuati due operatori di riferimento che fungono da tramite e da filtro tra il paziente e l’equipe sugli aspetti più riservati di sè e sull’andamento del percorso, il confronto con il Csm, i rapporti con i familiari e gli aspetti amministrativi e sanitari.

È previsto un colloquio conoscitivo e un avvicinamento graduale del paziente con due visite alla struttura a cui segue l’ingresso. Con l’inserimento inizia una prima fase osservativa e di ambientamento della durata di alcune settimane, il cui fine è quello di valutare la capacità di adattamento della persona alla nuova realtà comunitaria e facilitare una reciproca conoscenza. Per questi motivi in questa fase la persona ha dei vincoli maggiori nelle uscite, uso del telefono e gestione dei soldi e non è inserita nella turnazione delle attività domestiche.

In caso di esito positivo si conclude con il pieno inserimento nel percorso terapeutico sancito da un ulteriore incontro per la condivisione e accettazione congiunta del PTRP tra il diretto interessato, la sua famiglia, eventuali altre figure tutelari di riferimento, il CSM e l’equipe di lavoro.

Durata del percorso e monitoraggio

La durata media dei percorsi terapeutici è di norma intorno ai due anni, e può variare da un paziente all’altro in relazione alle diverse necessità e capacità di risposta al percorso terapeutico intrapreso. Il monitoraggio del PTRP avviene ordinariamente con cadenza bimestrale tra l’equipe e il servizio inviante. Periodicamente sono previsti incontri di verifica congiunta con la persona e la famiglia. Ulteriori incontri possono essere attivati in caso di situazioni emergenziali.

Dimissioni

Le dimissioni vengono programmate dall’equipe e il servizio inviante con il coinvolgimento attivo del paziente, che è accompagnato nel percorso di scelta e di realizzazione del progetto di uscita.

Nel corso degli anni sono state avviate tre esperienze di residenzialità leggera per gli ospiti in dimissione consistenti in convivenze in piccolo gruppo (2-3 partecipanti) orientati alla sperimentazione ed accrescimento delle autonomie personali, con copertura di alcune ore diurne di assistenza domiciliare (da ridurre gradualmente), curata inizialmente dalla Equipe della CTR IL BORGO in affiancamento di operatori esterni che successivamente sostituiscono gradualmente gli operatori della CTR per dare vita a una nuova equipe stabile.

Strutturazione delle giornate e programmazione settimanale

All’interno della struttura vengono promosse tutta una serie di attività legate alla quotidianità, alla cura di sé e dell’ambiente di vita domestica. Si individuano poi, sulla base delle inclinazioni e dei bisogni dei singoli delle attività che promuovano dimensioni di normalità, di vita, che vadano nella direzione della rogressiva riduzione della dipendenza dalla dimensione della cura, di un recupero graduale dell’autonomia, di un ricongiungimento con il territorio e del reinserimento nel tessuto sociale. In quest’ottica si promuove la formazione e l’inserimento lavorativo, la cura dei rapporti familiari e amicali, la dimensione del benessere fisico e sensoriale. A tal fine la comunità nel tempo ha costruito una rete di rapporti con le realtà del territorio di tipo formale: associazioni sportive, ricreative e che promuovono la salute attraverso approcci non verbali, cooperative e agenzie di lavoro; e di tipo informale: vicinato, negozianti, mercato, parrocchia, biblioteca, piscina, palestra, cinema…

L’equipe

L’equipe multiprofessionale è composta da:

  • un Dirigente medico responsabile
  • della struttura di un U.O.C. DEL Dipartimento della Usl 1;
  • una psicologa di un U.O.S. del Dipartimento della Usl 1;
  • un responsabile di Area;
  • un coordinatore del servizio;
  • 3 educatori professionali;
  • 5 operatori della riabilitazione psicosociale;
  • 3 operatori socio sanitari.

Accanto alla formazione specifica inerente ai singoli profili professionali gli operatori usufruiscono di una formazione continua e specifica del lavoro in Comunità Terapeutica.

Le riunioni

L’equipe è impegnata in momenti di confronto e scambio a vari livelli, così come segue. Riunione settimanale di coordinamento dell’equipe: di discussione dei singoli casi, di verifica dei PTRP, e di analisi delle dinamiche di gruppo con la presenza bimestrale dei Csm di riferimento. Una volta al mese, all’interno della riunione d’equipe, è prevista la presenza del coordinatore gestionale dell’area salute mentale di “Borgorete”al fine di gestire questioni legate ad aspetti tecnico – contrattuali.

Supervisione mensile per l’equipe degli operatori. Il lavoro valuta la gestione complessiva degli utenti (piano clinico-relazionale-emotivo) e il funzionamento del gruppo operatori seguendo un modello psicodinamico.

Gruppo terapeutico settimanale degli ospiti, condotto dalla psicologa della comunità. Incontro settimanale con tutti gli ospiti della comunità, di programmazione e verifica dei turni, di discussione di tematiche riguardanti la quotidianità e la gestione della casa, e di programmazione degli impegni e delle uscite personali o di gruppo. Gruppo multifamiliare mensile, a cui partecipano il responsabile medico, la psicologa, due operatori, gli ospiti, i familiari, un rappresentante per ogni Csm.

Quattro incontri annuali con tutti gli operatori dei Servizi dell’Area Salute Mentale della Cooperativa “Borgorete”, al fine di agire un confronto sulle criticità dei servizi, di condividere le buone pratiche e le conoscenze acquisite in formazione e di programmare gli obiettivi comuni.

Standard di qualità

La cooperativa Borgorete è certificata dal 2003 secondo la norma UNI-EN-ISO 9001, da ultimo aggiornata nel 2015, che rappresenta il riferimento riconosciuto a livello mondiale, per la certificazione del sistema di gestione per la qualità di un’organizzazione.

La certificazione attesta la capacità di Borgorete di strutturarsi e gestire le proprie risorse ed i propri processi in modo tale da garantire servizi che, nel rispetto dei requisiti cogenti, soddisfino costantemente le esigenze ed i bisogni dei committenti (Usl Umbria 1) e degli utenti ospiti della Ctr2 Il Borgo.

Il controllo della qualità di Borgorete è garantito dall’insieme delle attività che determinano gli obiettivi e le responsabilità e li mettono in pratica mediante pianificazione, controllo, assicurazione della qualità e del suo miglioramento continuo. Tutti i dati personali (documentazione cartacea ed informatica) relativi agli utenti della CTR2 Il Borgo vengono trattati e gestiti secondo quanto previsto dal Regolamento Europeo 679/2016, noto anche come GDPR, e dalle procedure specifiche adottate da Borgorete.

Il Coordinatore, il Referente della Comunità e tutti gli educatori/operatori dell’équipe sono adeguatamente formati e debitamente autorizzati rispetto alla normativa di riferimento sul corretto trattamento dei dati.

Coordinatrice
Cristiana Marchetti

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