Nei giorni scorsi, con sorpresa e sconforto, abbiamo letto sui media locali testi sensazionalistici e titoli a caratteri cubitali che associano la parola “indagati” al nome di Borgorete, la nostra cooperativa sociale, per una vicenda di due anni fa relativa al presunto fentanyl a Perugia.

Chiariamo che ad essere indagate sono tre persone, in merito all’obbligo o meno di rivelare informazioni sensibili relative agli utenti del proprio servizio.

Due di loro hanno lavorato con noi fino al 2024 e sono poi uscite dalla cooperativa, in momenti diversi e per motivi personali che nulla hanno a che fare con la vicenda in oggetto. La terza persona, stimata coordinatrice di un settore della cooperativa, ha appreso prima dai giornali che dagli atti ufficiali la propria posizione di indagata e saprà rappresentare nelle sedi opportune le proprie ragioni in modo efficace ed accurato. Insieme confidiamo che il percorso giudiziario faccia presto chiarezza.

Intanto però, malgrado Borgorete come organizzazione non sia indagata né i suoi amministratori siano accusati di nulla questa esposizione mediatica negativa lascia  nella mente dei lettori un’ombra profonda associata all’intera nostra cooperativa.

Cogliamo allora l’occasione per informare che il servizio coinvolto nella notizia, di titolarità dell’Azienda USL Umbria 1 e gestito in appalto dalla cooperativa, è parte della rete di azioni di prossimità e riduzione del danno che fanno riferimento al Ser.T. perugino da 25 anni, ed è rivolto prevalentemente a persone che vivono in strada, in condizioni di estrema povertà e con serie problematiche di dipendenze e salute mentale.

Esso è uno dei 40 servizi e progetti che Borgorete, come ente del Terzo settore attivo a Perugia dal 1979, gestisce con oltre 250 educatrici, psicologi, assistenti sociali, OSS, operatrici ed operatori sociali, in numerosi settori operativi: prima infanzia, minorenni, giovani, disabilità, scuola, salute mentale, inserimento lavorativo, dipendenze, housing sociale, emergenze sociali, tratta di esseri umani e sfruttamento lavorativo. Ci rivolgiamo così ad oltre 2.600 beneficiari diretti e ai loro familiari, tessendo migliaia di relazioni giornaliere d’aiuto, per contribuire nel nostro piccolo e con i limiti di ogni realtà umana a una comunità più equa, accogliente ed inclusiva. In 47 anni, giorno dopo giorno, la nostra presenza ha generato milioni di atti di cura, parole e azioni di vicinanza, solitamente apprezzati, diretti per lo più a persone in condizioni di fragilità e di bisogno.

Ma tutto questo non fa notizia e non si sposa bene con i toni sensazionalistici apparsi nei media. Non tutti i media, in verità, poiché alcuni si sono distinti – e li ringraziamo – per equilibrio e sobrietà, evitando di rendere evento regionale del mese un fatto molto circoscritto risalente a due anni fa.

Auspicando che non servano repliche e precisazioni analoghe anche in futuro, invitiamo colleghe e colleghi, sia della nostra cooperativa sociale che di tante realtà simili presenti nel territorio, a non lasciarsi scoraggiare, continuando nella nostra azione silenziosa, attenti alla foresta che cresce piuttosto che al rumore di un ramo che cade.

Infine, anticipiamo sin d’ora che di fronte a ulteriori atti che gettino discredito indiscriminato sulla nostra realtà ed esulino dal corretto esercizio del diritto di cronaca, adotteremo le necessarie iniziative a tutela della nostra reputazione e dei nostri diritti.


 

Il CdA di Borgorete